mercoledì 26 marzo 2014

Nessuno mi può giudicare

www.europaquotidiano.it/2014/03/26/la-prigioniera-di-Mitterrand/
Al funerale di Mitterrand vennero alla luce molti suoi segreti, Un libro appena uscito in Francia "La captive de Mitterrand" parla della sua compagna Anne Pingeot, madre di Mazarine.  Ne ho scritto su Europaquotidiano

martedì 11 marzo 2014

Il mare in un imbuto

L'engouement dei francesi per Italo Calvino attraverso la riedizione della sua opera, tradotta con fedeltà al testo, con Gallimard/www.europaquotidiano.it/2014/03/11/Italo-Calvino-torna-in-Francia-con-Gallimard/

domenica 9 marzo 2014

Ho sognato

Ho sognato un viaggio
ho sognato di essere accanto al guidatore che conduceva spericolato
ho sognato una strada piena di tornanti sospesa nel buio
e mio padre che guidando sorrideva
tanti chilometri e tante chiacchiere di cui ricordo solo il tono scherzoso
Mi è venuto a trovare nei sogni, mi ha lasciato l'entusiasmo e la paura

domenica 2 marzo 2014

Deserto, un miraggio

 Mi è sembrato di vedere il deserto, le dune ondulate che si muovono in un mare di sabbia rossastra,
uomini silenziosi che conducono i dromedari dalle zampe rigonfie come cuscinetti.
Ho sentito il sole che mi riscaldava e il vento che scuoteva le mie certezze.
L'andatura lenta, il lamento buffo del piccolo dromedario, la velocità delle nostre vite che corrono alla ricerca di chissà cosa.

Appunti di viaggio in Marocco

Ho amato i colori variopinti dei veli delle donne, i sorrisi sereni mentre lavano i panni nel fiume, mentre camminano tenendo per mano i bambini.
Ho amato gli asini, mezzo di trasporto diffuso sia nei villaggi che nella medina di Marrakech, che trottano per le stradine mentre portano ceste o trascinano piccoli carri.
Ho amato le case squadrate fatte di terra rossa e paglia, i teli variopinti tessuti e ricamati da donne che si danno il cambio per non affaticarsi troppo.
Ho cambiato la mia diffidenza verso le tradizioni di questo Paese in ammirazione per regole che sono sintomo di un senso forte di identità, il cui rispetto non sembra rendere schiavi, ma piuttosto liberi.
Di fronte alla loro presunta arretratezza, mi sono vergognata della nostra arroganza nel chiamare libertà una presunta superiorità nel riconoscimento dei diritti delle donne.
Viaggiare, guardare con i propri occhi, senza pregiudizi, aiuta a capire, a vedere il mondo con occhi nuovi.
Penso che un popolo che conserva le proprie tradizioni non è un popolo arretrato
e mi domando perché l'Italia non possa fare altrettanto.
Mantenere, proteggere le proprie tradizioni che sono ricchezza e identità.

domenica 9 febbraio 2014

Malevic, le avanguardie russe

Ho visto questa mostra  allo Stedelijk, un museo luminoso, concavo come una vasca, che si apre sulla spianata dei musei ad Amsterdam e ne ho scritto su europaquotidiano www.europaquotidiano.it/2014/02/06/malevic-come-non-si-era-mai-visto/

mercoledì 5 febbraio 2014

Une stupéfiante complexité

Passeggiavo con Pia, il mio cane, nel giardino della scuola e mi domandavo se  nella vita era tutta questione di "fortuna".
L'associazione di pensiero mi riportava al nome dell' unico coniglio avuto in casa, che Francesco e Beatrice avevano chiamato"fortu", fortunato, almeno fino al giorno in cui Pia lo sbranò.
E non sono nemmeno riuscita a mantenere il segreto per evitare che Francesco a sei anni scoprisse che il suo cucciolo di labrador aveva ucciso il suo coniglio adorato e, con un moto improvviso della bocca, scagliato fuori dalla vasca le due tartarughe acquatiche. In un pomeriggio il mio cane aveva sfatato due luoghi comuni; che il labrador fosse un cane mansueto e che fosse particolarmente adatto ai bambini.
Era un pomeriggio limpido e freddo ed il colore del cielo si illuminava di giallo e arancione. Mi venne in mente l'osservatorio astronomico di New York dove, seduti su comode poltroncine nere, assistemmo alla nascita dell'universo e delle stelle. Mi ritornava in mente quella strana sensazione di essere seduta in una navicella spaziale, da dove osservi il cielo e le stelle a 360° e l'emozione che mi provocò la rappresentazione cinematografica della teoria del Big Ben. Non ricordo molto della teoria dell'espansione dell'universo, ma solo che mi colpì il fatto che ad un certo punto con la forza di gravità le regioni dell'universo più dense cominciarono ad attrarre materia e così nacquero le stelle, le galassie ed i pianeti in un moto rotatorio che mi dette quasi le vertigini. In quella prospettiva la mia stessa vita assumeva la consistenza di un granello e quella visione, il fatto di attribuire al "caso" la nascita di tutte le cose, mi lasciava imbambolata, intrappolata in un mondo sospeso, un mondo stupito dalla complessità dell'esistenza.